domenica, 11 maggio 2008 23:00

Risvegliati Italia! (Fiducia nel nulla migliore)

A 40 anni dallo storico '68 in Italia c'è sempre più voglia di smascherare -e poi magari mandare a cagare- annosi clientelismi e più o meno famigerate caste. Dopo le delusioni di una generazione che aveva tante promesse e che invece ha fatto presto ad addormentarsi facendo sogni di ideologie morte e rivoluzioni mai realizzate, si è dovuto aspettare più di vent'anni per veder cambiare la classe politica -o almeno parte di essa-, o quantomeno i simboli che la rappresentano.
M'immagino Grillo che tutte le mattine si sveglia incazzato perché pensa di aver fallito, lui e la sua generazione, in qualcosa e per questo manda affanculo un po' tutti. In fondo spesso dice delle cose vere ma ha uno stile che si addice a un vero punkabbestia, fuck off!, ce lo vedo con la cresta e le borchie, catìf al chod come si diceva dalle mie parti.
In mezzo a certi personaggi troppo eccessivi -ma efficaci a loro modo, il modello dell'italiano medio è il Berlusca col suo sorriso di gomma, yuppie yuppie yeah- e altri troppo molli -el Mortazza su tutti- non possono che esserci mine vaganti che cercano di sbugiardare, quando non è un impudente sputtanare, a loro rischio e pericolo chi vuol far rimanere il Belpaese nell'immobilismo -anche e soprattutto culturale-, nella monnezza, nel magna magna e nel si stava meglio quando si stava peggio.
Ma quello che almeno la generazione del '68 aveva era una buona dose -oltre che di robba buona- di consapevolezza del cambiamento dei tempi, ricordiamoci che prima all'università ci andavano solo i ricchi, l'adulterio era reato e l'aborto e il divorzio erano illegali.
Oltre a certe mine vaganti appunto, che prima o poi vengono censurate e screditate, è necessario che i media diano spazio alla possibilità di farsi un'autocoscienza e un minimo di consapevolezza. Certo oggi non ci sono più i film di Elio Petri o le critiche di Montanelli o Biagi ma credo che da un lato si sia riniziato a formare un senso critico tra la gente. Film come Romanzo criminale, Mio fratello è figlio unico e di prossima uscita Gomorra e Il divo, sembrano dare buone speranze per un risveglio delle coscienze intorpidite.

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sabato, 03 maggio 2008 15:56

Considerazione sociologica (Se è così, e se fossimo più europei?!)

Per il giornalista Beppe Severgnini le principali ragioni per amare l'Italia sono "il barocco, le conoscenze, i titoli, i cellulari, i nomi astratti, i motorini, i mocassini, il parcheggio, il golf sulle spalle, il caffè espresso e il soggiorno." Mah, davvero siamo arrivati nel 21° secolo a considerare queste cose come caratterizzanti della nostra cultura? Dov'è finita l'arte di arrangiarsi, la poesia, la teatralità, il senso dell'umorismo, la cucina tipica...?
Continua Severgnini: "
«Mammoni» è un vocabolo che vi piace da morire. Tutte quelle «m», quella rotondità, quella letteratura, quel rimpreovero condito d'invidia. (...) Per cominciare: metà dei genitori italiani convive coi figli maggiorenni. Lo stesso in Spagna, mentre negli altri paesi europei la percentuale è inferiore: Francia 34 per cento, Austria 28 per cento, Gran Bretagna 26 per cento, Norvegia 19 per cento. Gli Stati Uniti sono ancora più indietro: 17 per cento.
Prima  considerazione: è chiaro perché nascono pochi bambini italiani e spagnoli. E' difficile fare un figlio mentre i famigliari, di là dal muro, guardano il varietà del sabato sera. L'operazione, anche a Milano e a Madrid, richiede concentrazione. (...)
Non tutti i giovani sono di questa pasta (...) La soluzione anglosassone - bye-bye all'età del college e poi, salvo ripensamenti o fallimenti, visite nelle feste comandate - non convince i ventenni e i trentenni italiani; ed è poco praticabile, come dicevamo, vista la difficoltà di trovare un'occupazione e un'abitazione.
Il compromesso, in questi casi, è pratico e poetico. Molti ragazzi s'inventanoun autarchico melting pot dentro appartamenti dove un laureato di Milano vive con due studentesse di Bari e un rappresentante di Roma, il quale subaffitta a un piastrellista di Brescia. Case dove le pulizie pasquali si fanno a ottobre, i surgelati imperano, la pasta col tonno si cucina in dodici modi diversi e si festeggiano tutti gli anniversari (con brindisi), perché nei locali in città costa troppo."
Sarà davvero così?! Sicuramente molti di questi aspetti rispecchiano la realtà. Espatrio o convivenze improvvisate? Io sinceramente valuterei seriamente entrambe.

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lunedì, 28 aprile 2008 21:22

Prendi un sorriso...

regalalo a chi non l'ha mai avuto.

Prendi un raggio di sole...

fallo volare là dove regna la morte.

Scopri una sorgente...

fa bagnare chi vive nel fango.

Prendi una lacrima...

posala sul volto di chi non ha mai pianto.

Prendi il coraggio...

mettilo nell'animo di chi non sa lottare.

Scopri la vita...

raccontala a chi non sa capirla.

Prendi la speranza...

e vivi nella sua luce.

Prendi la bontà...

e donala a chi non sa donare.

Scopri l'amore ...

e fallo conoscere al mondo.


Mahatma Ghandi

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domenica, 27 aprile 2008 20:40

Giudica e sarai giudicato (riflessioni di viaggio)

Dopo questa tre giorni a Roma, come è il caso di ogni buon viaggio, le considerazioni e gli spunti per riflettere non mancano. Respirare un'aria completamente diversa da dove si abita, incontrare persone diverse, confrontarsi con i propri pregi e i propri difetti. Come rileva Norah Jones nel film My blueberry nights 'gli altri sono lo specchio in cui ci riflettiamo per comprendere noi stessi' (citazione approssimata dato che non sono ancora al livello di stevemcqueen, ma il senso è quello).
La cosa che mi ha fatto più piacere, tra le altre piccole cose che solo stando attenti si riescono a cogliere, è stata l'esimermi dal giudicare i difetti altrui. Ma anzi grazie al controllo di questa pendante abitudine insita nei nostri atteggiamenti, ho potuto vedere i miei, grazie al 'riflesso' dell'altro. Ora, avrei potuto benissimo raccontare dei luoghi visitati, della romana, l'olandese e il canadese incontrati, ma sarebbe stato banale e un po' scontato.
I miei momenti di riflessione mi hanno portato indietro con la memoria all'anno scorso, quando nell'esaurimento/depressione/scazzo che ho malauguratamente passato, il giudizio sugli e degli altri e su me stesso ha inciso parecchio (oltre alla cotta pesante che mi sono andato a prendere per una ragazza delle mie parti).
Man mano la cosa rischia di diventare un circolo vizioso dove nella peggiore delle ipotesi ti tiri addosso il fastidio o peggio ancora il rancore della gente che ti sta attorno. Anche e soprattutto perché se quest'ultimi sono tuoi amici la parola chiave è -o dovrebbe essere- 'ti accetto per quello che sei', nel bene e nel male, e invece entrando in questo circolo questa regola salta.
In questi giorni, osservando l'acidità e il sarcasmo del mio compagno di viaggio -grazie Ste per le battute e le critiche costruttive e non-, poi naturalmente mitigati, ho preso il la per trovare finalmente lo spunto per dichiarare quanto sono stato fortunato in questi ultimi anni a conoscere persone libere dal giudizio -o comunque refrattarie ad esso-, spontanee ed affabili.
In capo a questa lista ci sono sicuramente
Fabrizio e Marco i miei fratelli acquisiti, compagni d'avventura, nonché di supercazzola e fonti d'ispirazione per alcuni miei soggetti, che hanno condiviso parecchi momenti della mia vita recente -non so se vi è mai capitato di entrare subito in sintonia con delle persone e sentire come di conoscerle da sempre-.
L'altra è decisamente Paola, se diventassi poligamo la mia seconda moglie -dopo Charlize o Salma-, che si è trasformata in poco tempo in un'amica isostituibile, nonché una piccante compagna di viaggio (conosciuta anche come la Littizzetto de noartri).
Poi l'elenco continuerebbe parecchio, di sicuro gli altri nei primi posti sono Paolo e Giorgio, ma chi m'è stato vicino lo sa, e in questo modo voglio sfruttare l'occasione per ringraziarvi tutti esplicitamente.

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sabato, 19 aprile 2008 15:47

Musica per immagini

La colonna sonora per i film è quello che nella stragrande maggioranza dei casi si può chiamare il cacio sui maccheroni. Senza andare a rievocare i classici mostri sacri come Nino Rota, Ennio Morricone o John Williams ci sono delle recenti pellicole che vanno a far aderire le storie con l'azzeccato tema dialogico musicale che è sempre meno sottofondo e sempre più narrazione.
into_the_wild_movie_poster_090720070508Senza fare improbabili paragoni con gli inarrivabili compositori, si era già visto il sinfonico musical beat dai contorni sociali con una reinterpretazione perfetta delle canzoni dei Beatles in Across the universe¹, o il rock dalle sfumature folk di Eddie Vedder in Into the wild², semplicemente da viaggio. Passando per un altro musical dove si ascoltavano le doti canore di un certo Johnny Depp (leggi Sweeney Todd) dove purtroppo la trama è subalterna ai vocalizzi degli attori.

Più recentemente sono pregevoli e tutt'altro da tappezzeria le canzoni che ritmano Juno, con quel rock casalingo e un po' bubblegum, e l'elegantissimo blues fumoso che sconfina col jazz da locale notturno di My blueberry nights³ (tradotto a caso in Un bacio romantico). my_blueberry_nights
Sempre più la musica non è solo funzionale alle situazioni del film ma diventa parte fondamentale per raccontare l'atmosfera e i sentimenti dei personaggi.
Sembrerà ovvio, ma non sempre ci si riesce in modo così appropriato. Se avete altri esempi sono ben accetti.
Particolarmente notevole mi è sembrata Cat power che tra l'altro partecipa ad entrambre le colonne sonore e fa anche un cameo nel film di Wong Kar Wai -ma come non apprezzare pure quella Norah Jones acqua e sapone-.

1 http://www.youtube.com/watch?v=7VTPSL9TcJc&feature=related

2 http://www.youtube.com/watch?v=UDorNilxPUY&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=TFp0RcR5B6w


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15:38

Auguri Claudia!Annex - Cardinale, Claudia (Don
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Questa settimana, il 15 aprile per la precisione, ha spento le candeline Claudia Cardinale  attrice nostrana invidiataci da tutto il mondo. Qualcuno forse la ricorderà in pellicole come Il gattopardo di Visconti, 8 e 1/2 di Fellini o C'era una volta il west di Leone.

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giovedì, 10 aprile 2008 15:27

Come As You Are (Nirvana)

Come as you are, as you were.
As I want you to be. As a friend.
As a friend, as an old enemy.
Take your time. Hurry up. The choice is yours. Don't be late.
Take a rest. As a friend.
As a old memory, memory, memory, memory.

Come, dowsed in mud. Soaked in bleach.
As I want you to be. As a trend. As a friend.
As an old memory, memory, memory, memory.

And I swear that I don't have a gun.
No I don't have a gun. No I don't have a gun.

Memory, memory, memory, memory (don't have a gun).

And I swear that I don't have a gun.
No I don't have a gun. No I don't have a gun.
No I don't have a gun. No I don't have a gun. Memory, memory...

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venerdì, 14 marzo 2008 16:06

Io e Amenàbar alle prese con Agora'

Al via le riprese di Agora
Nel prossimo film di Amenabar, Rachel Weisz sarà Ipatia di Alessandria. Accanto a lei anche Max Minghella.
Inizieranno lunedì prossimo le riprese di Agora, il prossimo film di Alejandro Amenabar che il regista spagnolo girerà a Malta e che sarà ambientato ai tempi dell'Antico Egitto. Amenabar è anche autore della sceneggiatura della pellicola insieme a Mateo Gil ed ha scritturato Rachel Weisz, Max Minghella, Oscar Isaac, Ashraf Barhom, Michael Lonsdale, Rupert Evans e Homayoun Ershadi.
Alla Weisz sarà affidato il ruolo di Ipatia di Alessandria, figlia del filosofo e matematico Theon di Alessandria, che studiò sotto la guida di suo padre. Nel film di Amenabar, lo schiavo di Ipatia - che fu descritta come un'insegnante molto carismatica e affascinante - è lacerato tra la passione che sente nei confronti della sua padrona e la possibilità di diventare libero unendosi ai Cristiani.

MADRID (AFP) - Seven years after making acclaimed horror film "The Others" with Nicole Kidman, Oscar-winning Spanish director Alejandro Amenabar is to start shooting his second English-language movie, an epic set in the fourth century.

Al via Agora di Amenabar
Avranno inizio lunedì 17 marzo a Malta (e lì proseguiranno per 15 settimane) le riprese di Agora, il nuovo film di Alejandro Amenábar che vedrà protagonisti Rachel Weisz, Max Minghella, Oscar Isaac, Ashraf Barhom, Michael Lonsdale, Rupert Evans e Homayoun Ershadi.
Produzione in costume ad alto budget, il film è ambientato in Egitto nel quarto secolo d.C., e vede la Weisz nei panni di Hypatia, astronoma e filosofa egiziana che, mentre ad Alessandria esplodono violenti conflitti religiosi, deve cercare un modo per salvare l’immensa quantità di libri e conoscenza accumulati all’interno della più celebre biblioteca del passato: Hypatia ignora però che il suo schiavo Davus è diviso tra l’amore per lei e la libertà che potrebbe garantirgli l’abbracciare la rivolta dei cristiani.
Agora, che rappresenta il secondo film di Amenábar in lingua inglese dopo The Others, conta su una squadra tecnica di prim'ordine che comprende lo scenografo di Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo Guy Dyas, il direttore della fotografia de L’uomo senza sonno Xavi Gimenez e la celeberrima costumista Gabriella Pescucci.

MADRID - Cambio di titolo per l'attesissimo nuovo progetto di Alejandro Amenabar che arriva a quattro anni dal grande successo di Mare Dentro con Javier Bardem. Il nuovo film si chiamerà Agora, invece che Mists of Time come era stato deciso originariamente. Le riprese partiranno a Malta questo mese e dispone di un budget di 50 milioni di euro. Nel cast il premio Oscar Rachel Weisz. Agora è un dramma storico che mischierà avventura e romanzo. (Agr)

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sabato, 23 febbraio 2008 22:15

Mia Wallace (Uma Turman): Non odi tutto questo?
Vincent Vega (John Travolta):
Odio cosa?
Mia:
I silenzi che mettono a disagio.
Perché sentiamo la necessità di chiacchierare di puttanate per sentirci a nostro agio?
Vincent:
Non lo so. E' un'ottima domanda!
Mia:
E' solo allora che ti accorgi di aver trovato qualcuno di davvero speciale...quando puoi chiudere quella
cazzo di bocca e condividere il silenzio in santa pace.
Pulp fiction (1994)

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mercoledì, 06 febbraio 2008 17:49

L'obbrobrio della politica

http://oknotizie.alice.it/go.php?us=18b052c83a814174

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