sabato, 24 maggio 2008 22:41
Amore Disperato (Nada)
Sembra un angelo caduto dal cielo
com'è vestita quando entra al "Sassofono Blu"
ma si annoia appoggiata a uno specchio
tra fanatici in pelle che la scrutano senza poesia
sta perdendo, sta perdendo, sta perdendo, sta perdendo
sta perdendo, sta perdendo, sta perdendo, sta perdendo tempo
Una sera incontrò un ragazzo gentile
lui quella sera era un lampo e guardarlo era quasi uno shock
e tornando, e tornando, e tornando, e tornando
e tornando, e tornando, e tornando, e tornando a casa
Rit: Lei ballerà tra le stelle accese
e scoprirà, scoprirà l'amore
l'amore disperato
Dopo quella volta lei lo perse di vista
disperata lo aspetta ogni sera al "Sassofono Blu"
una notte da lupi lei stava piangendo
quella notte il telefono strillò come un gallo
sta chiamando, sta chiamando, sta chiamando, sta chiamando
sta chiamando, sta chiamando, sta chiamando, sta chiamando lui
Sembra un angelo caduto dal cielo
quando si incontrano toccarsi è proprio uno shock
e tremando, e tremando, e tremando, e tremando
e tremando, e tremando, e tremando, e tremando forte
Rit: Lei ballerà tra le stelle accese
e scoprirà, scoprirà l'amore
l'amore disperato
Dogma05 | poesia è musica
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lunedì, 19 maggio 2008 23:10
Dogma05 | poesia è musica
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domenica, 11 maggio 2008 23:00
Risvegliati Italia! (Fiducia nel nulla migliore)
A 40 anni dallo storico '68 in Italia c'è sempre più voglia di smascherare -e poi magari mandare a cagare- annosi clientelismi e più o meno famigerate caste. Dopo le delusioni di una generazione che aveva tante promesse e che invece ha fatto presto ad addormentarsi facendo sogni di ideologie morte e rivoluzioni mai realizzate, si è dovuto aspettare più di vent'anni per veder cambiare la classe politica -o almeno parte di essa-, o quantomeno i simboli che la rappresentano.
M'immagino Grillo che tutte le mattine si sveglia incazzato perché pensa di aver fallito, lui e la sua generazione, in qualcosa e per questo manda affanculo un po' tutti. In fondo spesso dice delle cose vere ma ha uno stile che si addice a un vero punkabbestia, fuck off!, ce lo vedo con la cresta e le borchie, catìf al chod come si diceva dalle mie parti.
In mezzo a certi personaggi troppo eccessivi -ma efficaci a loro modo, il modello dell'italiano medio è il Berlusca col suo sorriso di gomma, yuppie yuppie yeah- e altri troppo molli -el Mortazza su tutti- non possono che esserci mine vaganti che cercano di sbugiardare, quando non è un impudente sputtanare, a loro rischio e pericolo chi vuol far rimanere il Belpaese nell'immobilismo -anche e soprattutto culturale-, nella monnezza, nel magna magna e nel si stava meglio quando si stava peggio.
Ma quello che almeno la generazione del '68 aveva era una buona dose -oltre che di robba buona- di consapevolezza del cambiamento dei tempi, ricordiamoci che prima all'università ci andavano solo i ricchi, l'adulterio era reato e l'aborto e il divorzio erano illegali.
Oltre a certe mine vaganti appunto, che prima o poi vengono censurate e screditate, è necessario che i media diano spazio alla possibilità di farsi un'autocoscienza e un minimo di consapevolezza. Certo oggi non ci sono più i film di Elio Petri o le critiche di Montanelli o Biagi ma credo che da un lato si sia riniziato a formare un senso critico tra la gente. Film come Romanzo criminale, Mio fratello è figlio unico e di prossima uscita Gomorra e Il divo, sembrano dare buone speranze per un risveglio delle coscienze intorpidite.
Dogma05 | anti-lobotomia, angolo della scrittura libera
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sabato, 03 maggio 2008 15:56
Considerazione sociologica (Se è così, e se fossimo più europei?!)
Per il giornalista Beppe Severgnini le principali ragioni per amare l'Italia sono "il barocco, le conoscenze, i titoli, i cellulari, i nomi astratti, i motorini, i mocassini, il parcheggio, il golf sulle spalle, il caffè espresso e il soggiorno." Mah, davvero siamo arrivati nel 21° secolo a considerare queste cose come caratterizzanti della nostra cultura? Dov'è finita l'arte di arrangiarsi, la poesia, la teatralità, il senso dell'umorismo, la cucina tipica...?
Continua Severgnini: "«Mammoni» è un vocabolo che vi piace da morire. Tutte quelle «m», quella rotondità, quella letteratura, quel rimpreovero condito d'invidia. (...) Per cominciare: metà dei genitori italiani convive coi figli maggiorenni. Lo stesso in Spagna, mentre negli altri paesi europei la percentuale è inferiore: Francia 34 per cento, Austria 28 per cento, Gran Bretagna 26 per cento, Norvegia 19 per cento. Gli Stati Uniti sono ancora più indietro: 17 per cento.
Prima considerazione: è chiaro perché nascono pochi bambini italiani e spagnoli. E' difficile fare un figlio mentre i famigliari, di là dal muro, guardano il varietà del sabato sera. L'operazione, anche a Milano e a Madrid, richiede concentrazione. (...)
Non tutti i giovani sono di questa pasta (...) La soluzione anglosassone - bye-bye all'età del college e poi, salvo ripensamenti o fallimenti, visite nelle feste comandate - non convince i ventenni e i trentenni italiani; ed è poco praticabile, come dicevamo, vista la difficoltà di trovare un'occupazione e un'abitazione.
Il compromesso, in questi casi, è pratico e poetico. Molti ragazzi s'inventanoun autarchico melting pot dentro appartamenti dove un laureato di Milano vive con due studentesse di Bari e un rappresentante di Roma, il quale subaffitta a un piastrellista di Brescia. Case dove le pulizie pasquali si fanno a ottobre, i surgelati imperano, la pasta col tonno si cucina in dodici modi diversi e si festeggiano tutti gli anniversari (con brindisi), perché nei locali in città costa troppo."
Sarà davvero così?! Sicuramente molti di questi aspetti rispecchiano la realtà. Espatrio o convivenze improvvisate? Io sinceramente valuterei seriamente entrambe.
Dogma05 | anti-lobotomia, angolo della scrittura libera
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