domenica, 08 marzo 2009 18:19

Approposito della festa della donna. A tutte voi

Dark lady
se mi ti concedi
ti dico vieni e vedi
se sei un po' labronica,
ti faccio una veronica
Marco dice che sei vogliosa,
vieni qua dunque a ventosa
mi pare di fare lo scemo,
ma se vuoi ti porto a S.Remo
chi si loda s'imbroda,
ma a me basta la broda
sai col freddo un brodo caldo,
fa ingranare anche l'impianto

Dark lady
se vieni e siedi
-e mi ti concedi-
saprò schiarire il tuo eyelinèr
che fa invidia anche a Cher
dopotutto cosa c'è
di più bello di un lacché
che ti farebbe pure il bidet
con la risma di dolci lodi
lui sol vuole che tu godi
Oh, mia cara e cupa lady
se tu vieni e ti concedi
non starai ferma su due piedi
con la chiave del tuo cuore
spero di darti tanto amore
lo so la rima è un po' scontata
ma la figa è inflazionata
quindi ora datti tutta,
prima di arrivare alla frutta
ché vorrei già rimembrare
la tue membra voluttuose danzare
Dark lady fai la brava
prima la rava poi la fava!

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lunedì, 23 febbraio 2009 22:04

The millionaire stavince, meritatamente
Come avevo annunciato agli amici che mi chiedevano informazioni a riguardo, The Millionaire ha vinto una caterva di Oscar ieri notte, meritatamente, è quasi ovvio dirlo. Con film così vicino alla perfezione e alla poesia è anche facile fare previsioni. Lo dissi dopo averlo visto e lo ripeto: un capolavoro.
Finalmente dal giudizio per la premiazione degli Oscar sta iniziando a levarsi pian piano quel vecchiume e quella boriosa classificazione basata sulla commercialità di una pellicola. Ovviamente è presto per raggiungere i livelli di Venezia e Cannes, ma è sempre qualcosa.
Riporto un articolo tratto da Repubblica.it:

Il film di Danny Boyle conquista otto riconoscimenti tra cui miglior film e regia
Grande sconfitto "Il curioso caso di Benjamin Button", "Wall-e" miglior cartoon

Oscar, trionfa "The Millionaire"
Penn e Winslet migliori attori

Commozione per i ragazzini di Mumbai sul palco coi produttori
Il protagonista di "Milk": "Vergogna a chi dice no ai matrimoni gay"
di CLAUDIA MORGOGLIONE


Oscar, trionfa "The Millionaire" Penn e Winslet migliori attori

Kate Winslet

MAI come quest'anno, la Notte degli Oscar non riserva molte sorprese: a trionfare è The Millionaire di Danny Boyle, che conquista otto riconoscimenti. Tra cui i più ambiti: quelli per il miglior film e per la miglior regia (e poi sceneggiatura non originale, fotografia, montaggio, canzone, suono, colonna sonora). Battuto dunque - ma in fondo non c'è mai stata competizione - Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher, che pure aveva fatto il pieno di nomination (tredici). E che può consolarsi solo con premi tecnici, come scenografia e trucco.

Il film dell'anno. E' una pellicola inglese ambientata in India, partita piano ma che poi ha fatto il botto in tutto il mondo, a dominare questa edizione 2009: costata quindici milioni di dollari, ne ha incassati 150. Dunque il trionfo di un cinema fuori degli schemi, pronto a guardare fuori dall'Occidente; ma anche del business intelligente. La vittoria di The Millionaire può essere vista pure come un innesto bollywoodiano nel fortino di Hollywood. E infatti, tra i grandi protagonisti della serata, ci sono i ragazzini di Mumbai che appaiono nel film: sul tappeto rosso, e poi chiamati sul palco dai produttori al momento del trionfo, rappresentano una ventata di freschezza, e di autenticità.

Interpretazioni/1. L'unica novità, nella lunga Notte delle stelle, arriva sul fronte attori: se Kate Winslet è l'annunciatissima - ed emozionatissima - migliore protagonista per The Reader, tra gli uomini un piccolo ribaltone c'è. Visto che il premio non va al Mickey Rourke di The Wrestler ma a Sean Penn, straordinario politico omosessuale in Milk (che ottiene anche la sceneggiatura originale). Per il più ribelle, tra i divi americani, è la seconda vittoria, dopo quella per Mystic River. E, come sempre, il suo discorso di ringraziamento non è di quelli neutri: "Chi si batte per il divieto ai matrimoni omosessuali deve solo vergognarsi", attacca. Poi un pensiero per Rourke: "E' l'esempio che ci si può sempre risollevare. E' mio fratello". Interpretazioni/2. Tra i non protagonisti, due risultati decisamente scontati: l'Oscar postumo a Heath Ledger per Il Cavaliere oscuro, e il premio a Penelope Cruz per Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen.

Altri premi. Nessun brivido nel settore dell'animazione: a prevalere, come da pronostici della vigilia, è Wall-e. In questa pioggia di premi ampiamente annunciati, una delle poche vittorie davvero inaspettate è quella del giapponese Departures, miglior pellicola straniera. Tra i documentari, invece, vince il bellissimo Men on wire, che già aveva emozionato il pubblico dell'ultimo Festival di Roma.

Italiani. Quest'anno il nostro Paese, escluso anche dalle nomination, resta ovviamente a bocca asciutta. E risulta assente anche dal tradizionale ricordo degli artisti scomparsi nel corso dell'ultimo anno: grande commozione dalla platea di star per Paul Newman, ma nel filmato non viene citato Dino Risi, che ottenne anche due candidature all'Oscar, sceneggiatura e miglior film straniero, per Profumo di donna.

Lo show. La cerimonia di consegna, che si è svolta come ogni anno al Kodak Theatre, è stata presentata, per la prima volta, dalla star australiana Hugh Jackman. In un tentativo di rinnovamento sul fronte dello spettacolo televisivo: se riuscito o no, lo diranno i risultati sul fronte dell'audience. Ma certo il ritmo è stato più sostenuto, i numeri stile Broadway più frequenti e brillanti.

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domenica, 08 febbraio 2009 13:00

Teacher (Jethro Tull)


Well the dawn was coming,
heard him ringing on my bell.
He said, ``My name's the teacher,
that is what I call myself.
And I have a lesson
that I must impart to you.
It's an old expression
but I must insist it's true.
Jump up, look around,
find yourself some fun,
no sense in sitting there hating everyone.
No man's an island and his castle isn't home,
the nest is for nothing when the bird has flown.''

So I took a journey,
threw my world into the sea.
With me went the teacher
who found fun instead of me.

Hey man, what's the plan, what was that you said?
Sun-tanned, drink in hand, lying there in bed.
I try to socialize but I can't seem to find
what I was looking for, got something on my mind.

Then the teacher told me
it had been a lot of fun.
Thanked me for his ticket
and all that I had done.

Hey man, what's the plan, what was that you said?
Sun-tanned, drink in hand, lying there in bed.
I try to socialize but I can't seem to find
what I was looking for, got something on my mind.

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venerdì, 16 gennaio 2009 17:07

Per la bellezza

Nonstante in giro ci siano tanti miserabili che vogliono annientare la Bellezza, nonostante guerre, invidie e odii inutili, voglio ricordare a chi pensa nel pessimismo e nella paura di essere lontano dalla bellezza, che essa permane, anche quando non ci si crede più, tu in quanto essere sei obbligato a cercare e a donare bellezza.

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sabato, 10 gennaio 2009 21:48

Ah, quasi dimenticavo...buon anno nuovo!
ag7

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mercoledì, 18 giugno 2008 00:05

Forza Mafia
piove governo ladro...e non sologodfather


Fino a qualche giorno fa ero piuttosto a favore della larga maggioranza del governo con la qualità o comunque la promessa di riuscire a dare stabilità, sicurezza e celerità nelle decisioni.
Poi come in preda a un sogno di legalità e serietà nell'Italia dei giochi di palazzo ecco rispuntare il vecchio tormentone di Forza Italia, ehm scusate Forza Mafia: al rogo i giudici e viva la corruzione...e non solo.
Facendo inoltre un rapido esame, ora è evidente perché il centro destra è compatto e quasi sempre unanime -salvo la sempre più rabbonita Lega-, ma certo, il PdL ha un vero boss! E' chiaro, chi meglio potrebbe metter d'accordo, zittire, dare il biscottino, o il favorino a tutti in un paese dove la critica e il disaccordo sono congeniti.
Forse vi meraviglierete di come ci sia arrivato così tardi, ma analizzando è davvero ridicolo come alcune volte il centro sinistra abbia cercato di scimmiottare le strategie massoniche dell'odierno -eterno?- Primo ministro, aka Berlusca.
Intanto, mentre nel sud Italia ricominciano ad ammazzare i politici -tanto il padrino lo permette-, è ricominciata la guerra aperta alla Magistratura e a chi osa processare i politici.
In attesa de 'Il divo 2' e già pronto a seguire 'Il divo forever', sorbiamoci sta pioggia autunnale e l'Italia che passa ai quarti, tanto da noi toccateci tutto, pane e benzina alle stelle, ma non provate a toccarci il lusso e la Nazionale. Forza m..., ops, Italia!

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domenica, 11 maggio 2008 23:00

Risvegliati Italia! (Fiducia nel nulla migliore)

A 40 anni dallo storico '68 in Italia c'è sempre più voglia di smascherare -e poi magari mandare a cagare- annosi clientelismi e più o meno famigerate caste. Dopo le delusioni di una generazione che aveva tante promesse e che invece ha fatto presto ad addormentarsi facendo sogni di ideologie morte e rivoluzioni mai realizzate, si è dovuto aspettare più di vent'anni per veder cambiare la classe politica -o almeno parte di essa-, o quantomeno i simboli che la rappresentano.
M'immagino Grillo che tutte le mattine si sveglia incazzato perché pensa di aver fallito, lui e la sua generazione, in qualcosa e per questo manda affanculo un po' tutti. In fondo spesso dice delle cose vere ma ha uno stile che si addice a un vero punkabbestia, fuck off!, ce lo vedo con la cresta e le borchie, catìf al chod come si diceva dalle mie parti.
In mezzo a certi personaggi troppo eccessivi -ma efficaci a loro modo, il modello dell'italiano medio è il Berlusca col suo sorriso di gomma, yuppie yuppie yeah- e altri troppo molli -el Mortazza su tutti- non possono che esserci mine vaganti che cercano di sbugiardare, quando non è un impudente sputtanare, a loro rischio e pericolo chi vuol far rimanere il Belpaese nell'immobilismo -anche e soprattutto culturale-, nella monnezza, nel magna magna e nel si stava meglio quando si stava peggio.
Ma quello che almeno la generazione del '68 aveva era una buona dose -oltre che di robba buona- di consapevolezza del cambiamento dei tempi, ricordiamoci che prima all'università ci andavano solo i ricchi, l'adulterio era reato e l'aborto e il divorzio erano illegali.
Oltre a certe mine vaganti appunto, che prima o poi vengono censurate e screditate, è necessario che i media diano spazio alla possibilità di farsi un'autocoscienza e un minimo di consapevolezza. Certo oggi non ci sono più i film di Elio Petri o le critiche di Montanelli o Biagi ma credo che da un lato si sia riniziato a formare un senso critico tra la gente. Film come Romanzo criminale, Mio fratello è figlio unico e di prossima uscita Gomorra e Il divo, sembrano dare buone speranze per un risveglio delle coscienze intorpidite.

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sabato, 03 maggio 2008 15:56

Considerazione sociologica (Se è così, e se fossimo più europei?!)

Per il giornalista Beppe Severgnini le principali ragioni per amare l'Italia sono "il barocco, le conoscenze, i titoli, i cellulari, i nomi astratti, i motorini, i mocassini, il parcheggio, il golf sulle spalle, il caffè espresso e il soggiorno." Mah, davvero siamo arrivati nel 21° secolo a considerare queste cose come caratterizzanti della nostra cultura? Dov'è finita l'arte di arrangiarsi, la poesia, la teatralità, il senso dell'umorismo, la cucina tipica...?
Continua Severgnini: "
«Mammoni» è un vocabolo che vi piace da morire. Tutte quelle «m», quella rotondità, quella letteratura, quel rimpreovero condito d'invidia. (...) Per cominciare: metà dei genitori italiani convive coi figli maggiorenni. Lo stesso in Spagna, mentre negli altri paesi europei la percentuale è inferiore: Francia 34 per cento, Austria 28 per cento, Gran Bretagna 26 per cento, Norvegia 19 per cento. Gli Stati Uniti sono ancora più indietro: 17 per cento.
Prima  considerazione: è chiaro perché nascono pochi bambini italiani e spagnoli. E' difficile fare un figlio mentre i famigliari, di là dal muro, guardano il varietà del sabato sera. L'operazione, anche a Milano e a Madrid, richiede concentrazione. (...)
Non tutti i giovani sono di questa pasta (...) La soluzione anglosassone - bye-bye all'età del college e poi, salvo ripensamenti o fallimenti, visite nelle feste comandate - non convince i ventenni e i trentenni italiani; ed è poco praticabile, come dicevamo, vista la difficoltà di trovare un'occupazione e un'abitazione.
Il compromesso, in questi casi, è pratico e poetico. Molti ragazzi s'inventanoun autarchico melting pot dentro appartamenti dove un laureato di Milano vive con due studentesse di Bari e un rappresentante di Roma, il quale subaffitta a un piastrellista di Brescia. Case dove le pulizie pasquali si fanno a ottobre, i surgelati imperano, la pasta col tonno si cucina in dodici modi diversi e si festeggiano tutti gli anniversari (con brindisi), perché nei locali in città costa troppo."
Sarà davvero così?! Sicuramente molti di questi aspetti rispecchiano la realtà. Espatrio o convivenze improvvisate? Io sinceramente valuterei seriamente entrambe.

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sabato, 08 dicembre 2007 20:28

Non disprezzare     


Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza
L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso
Perché quando saranno passati amori e battaglie
Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza

Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara
Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota
Il poco, il meno il non abbastanza


(Stefano Benni)

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sabato, 24 novembre 2007 17:20

Marc3bikini9


















Voglia di umorismo, voglia di sparare cavolate, intanto che cerco di farmi amica la metafisica, il fatalismo e analoghi concetti filosoficoteoretici, oltre al beneamato Olde Anglis -invecchiato a dovere- e i suoi sviluppi avviluppanti, ho provato a darmi alla poesia demenzial-umoristica, ma devo bagnare di più la piantina per raggiungere livelli alla Mircomirco o alla Samuel Catarro che ne so. Adesso pongo un quesito metafisico, che analogia c'è tra le fotografie soprariportate?

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